mercoledì , 15 Luglio 2020
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La dieta del digiuno allunga la vita

Per contrastare l’invecchiamento serve una buona alimentazione, la pratica di fare attività fisica e la fortuna di disporre di geni ‘amici’. Tutto ciò però non basta per garantire la longevità, mentre sembra che la pratica che possa assicurarla sia il digiuno.

A dichiararlo è un interessante studio pubblicato su Cell metabolism condotto dal team di Valter Longo della University of Southern California e dell’Ifom, la Fondazione Istituto di oncologia molecolare di Milano.

Lo studio si è occupato di analizzare le conseguenze del digiuno in correlazione all’aspettativa di vita e per la prima volta gli scienziati hanno scoperto e dimostrato che una dieta specifica con digiuno alterno può davvero allungare la vita di chi la pratica.

Gli esperimenti sono stati condotti su tre soggetti diversi: i topi da laboratorio, i lieviti e i volontari umani, ai quali è stata somministrata e richiesto di seguire una cosiddetta dieta ‘mima digiuno’, ovvero un regime alimentare a basso contenuto di proteine portato avanti per cinque giorni al mese e sotto stretto controllo medico.

Si tratta di una restrizione molto intensa, che però sembra assicurare la riduzione dei fattori di rischio legati all’invecchiamento e quindi la prevenzione di malattie gravi e pericolose come i tumori, il diabete, l’obesità e le patologie cardiovascolari.

Lo specialista medico Longo aveva già dimostrato e avvalorato la sua tesi sulle pagine di Cell Stem Cell, qualche anno fa, quando aveva sottolineato che la privazione strategica di certi nutrienti per periodi di tempo limitati può avere una funzione anticancerogena, ovvero risulta abile nel bloccare e affamare le cellule cancerose e proteggere il sistema immunitario.

La ricerca eseguita in equipe ha fatto molti passi in più, perché gli effetti della dieta che simula il digiuno aiutano a scongiurare la comparsa di molte malattie legate all’invecchiamento e all’infiammazione dei tessuti. Al contempo, la pratica del digiuno non viene eseguita in toto, ma solamente mimata, togliendo certi nutrienti dalla dieta per periodi di tempo ben precisi. In questo modo il fisico non si indebolisce, anzi, rinforza naturalmente la sua flora batterica e anche il metabolismo si scopre più leggero e reattivo.

La dieta si basa su un principio ipocalorico: le calorie introdotte nei cinque giorni vengono diminuite di una percentuale variabile fra il 34 e il 54%. In questo modo il corpo viene ‘riprogrammato’ per attuare una forma di invecchiamento più lento e per sollecitare la rigenerazione cellulare.

La ricerca è iniziata con lo studio dei lieviti per poi proseguire con l’analisi dei topi, ai quali è stata somministrata questa tipologia di alimentazione, ottenendo risultati molo interessanti. I topi vivono solitamente due o tre anni ed è stato loro somministrata una dieta mima-digiuno una volta la mese. Negli esemplari giovani la durata della loro vita è salita in media dell’11% e il sistema immunitario è ringiovanito. Prova ne è che nei topi più anziani il numero di cellule staminali presenti in vari organi è aumentato, così come sono aumentate le facoltà di memoria e di apprendimento.

19 volontari sani si sono infine prestati a provare questo tipo di alimentazione e hanno sperimentato la restrizione calorica di tre cicli al mese per cinque giorni. La dieta è stata scientificamente elaborata e ha previsto una composizione speciale di nutrienti, come i carboidrati, le proteine, i grassi e i micronutrienti come le vitamine e i sali minerali.

Il risultato è stato subito visibile giacché i marcatori dell’invecchiamento, del diabete e delle malattie cardiovascolari e dei tumori sono immediatamente diminuiti e nello specifico è drasticamente diminuito l’ormone IGF-I, strettamente legato all’insorgenza delle patologie tumorali.

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