giovedì , 20 Giugno 2019
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La dieta vittoriana per vivere meglio

Cipolle, cavolo, aringhe e barbabietole possono essere considerati come i cibi base di una dieta benefica e salutare per l’organismo. Anche se si tratta di ingredienti un po’ speciali e dal sapore intenso, queste sono le basi della dieta vittoriana, portata come esempio di piano alimentare salubre e decisamente positivo per la salute umana.

La bontà della dieta vittoriana è stata scoperta e portata alla luce da un’equipe di ricercatori inglesi, che si è impegnata a scoprire e quindi a rivalutare questo piano alimentare, proponendolo come esempio per le generazioni attuali. Si tratta di abitudini alimentari condotte nella seconda metà dell’800, considerata dagli esperti ‘l’era dorata’ della nutrizione britannica. Ma quali erano i cibi a disposizione delle persone in quegli anni, e perché possono fare così bene alla salute degli esseri umani?

Di base, il segreto si cela nel consumo massivo di verdura, nella pratica di mangiare pane integrale con lievito e di bere poco alcol, nonché nell’evitare lo zucchero, che è considerato come un vero e proprio veleno per l’organismo.

Lo studio è stato condotto da Judith Rowbotham e Paul Clayton e ha mostrato come al tempo della regina Vittoria il popolo inglese consumava soprattutto crescione, cavolo, cipolle, barbabietole, topinambur e tante mele. Gli avi britannici mangiavano pochissima carne e avevano l’abitudine di far bollire anche le ossa per assorbire tutti i nutrienti. Per quanto riguarda il pesce, i sudditi di sua maestà erano abituati a mangiare sgombro, uova di merluzzo e soprattutto aringhe, un pesce che fa molto bene alla salute poiché è poco grasso e ricchissimo di acidi essenziali come gli omega 3. A tutto ciò si aggiungeva il pane integrale con lievito, un prodotto da forno ricco di betaglucani che proteggeva il sistema immunitario, rendendolo più forte e reattivo.

Secondo gli esperti, un ritorno a questa dieta vittoriana sarebbe quindi auspicabile, grazie anche all’integrazione con frutta e verdura diversa che può essere condotta in tempi recenti. Lo studio è apparso sul ‘Journal of the Royal Society of Medicine‘ e reso pubblico dal Daily Mail. I ricercatori hanno concluso la ricerca dimostrando che nell’epoca vittoriana l’aspettativa di vita era di 75 anni per gli uomini e di 72 anni per le donne, quindi simile a quella odierna, ma al contrario di oggi le persone anziane erano forti e lavoravano fino all’età di circa 70 anni. Fortificare l’organismo con questa tipologia di alimentazione e lavorare anche faticosamente per una vita può quindi portare a raggiungere un ottimo stato di salute e alla longevità per ambo i sessi.

La classe operaia dell’era vittoriana consumava infatti molte più calorie di oggi, circa 5mila per gli uomini e 3mila per le donne. I ricercatori hanno quindi evidenziato che i vittoriani consumavano circa 8 porzioni di vegetali al giorno, bevevano molto meno e fumavano molto meno, tutte abitudini salutari che potrebbero essere riscoperte per elevare lo stato di salute odierna.

Il tutto si completa con la mancanza dello zucchero, che a quel tempo non era disponibile fra le classi operaie. L’introduzione dello zucchero ebbe inizio infatti verso la fine dell’800, ma esso rimase un prodotto destinato per lo più alle classi abbienti fino alla metà del 1900. Ecco quindi spiegata la bontà di una dieta naturale, poco ricca di vizi e decisamente grezza, che sembra però essere il modello ideale per l’alimentazione del nostro presente.

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