domenica , 20 Ottobre 2019
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La dieta dell’orologio: digiunare 12 ore al giorno

Spesso il dimagrimento è stato erroneamente associato al digiuno. La dieta dell’orologio scombina questa teoria e propone un digiuno ‘relativo’ in quanto eseguito con cadenze ben precise. La dieta deve essere intesa al contrario, ovvero deve annoverare la pratica di mangiare ad intervalli assolutamente regolari, per rendere equilibrato il metabolismo, evitare l’accumulo di grassi e aiutare a prevenire patologie anche gravi come il diabete.

Vediamo nel dettaglio come si compone la famosa dieta dell’orologio e quali sono i suoi punti di forza.

Secondo questo regime alimentare, il momento in cui si consuma il cibo influenzerebbe l’intero orologio del corpo, per cui l’unico modo per tenere a bada il peso corporeo e dimagrire si basa sul consumare i pasti in una ben determinata finestra di tempo, che può andare dalle 9 alle 15 ore, a seconda delle esigenze e della conformità fisica dei singoli soggetti. Il tempo medio è quindi stimato sulle 12 ore, considerando che dopo le 15 ore si rischiano effetti disastrosi come l’obesità.

La ricerca e la dieta dell’orologio sono state portate avanti dai ricercatori del Salk Institute for Biological Studies di San Diego i quali hanno eseguito un esperimento che prevede la prova di quattro diverse tipologie di dieta:

  • una dieta ad alto contenuto di grassi
  • una dieta ad alto contenuto di fruttosio, uno zucchero meno diabetogeno in quanto derivato dalla frutta e meno raffinato nella sua composizione
  • una dieta ad alto contenuto di grassi e di saccarosio, ovvero lo zucchero bianco normale
  • una dieta con normale cibo.

Le quattro diete hanno apportato lo stesso identico contenuto calorico. I risultati? Eclatanti, in quanto è emerso che mangiare anche piccole quantità di alimenti a tutte le ore porta all’obesità e dà vita ad un metabolismo non efficiente. Al contrario, mangiare nella finestra che comprende le 9 e le 12 ore garantisce una perdita di peso controllata e aiuta a migliorare l’agilità e il senso di vitalità delle persone.

La dieta rivela, quindi, che non conta tanto cosa e quanto si mangia, ma quando si mangia. Incredibile, vero? Attenzione, in ogni caso, alla tipologia di alimenti, perché se nella finestra di tempo durante la quale si consumano i pasti si mangiano solo patatine fritte e hamburger cade ogni teoria sul dimagrimento.

La dieta dell’orologio punta il dito sui tempi del consumo di cibo, ma deve annoverare alimenti sani, vari e completi, perché risulti benefica all’organismo e utile ai fini del dimagrimento.

Secondo Satchidananda Panda, uno degli scienziati che si è occupato di elaborare la dieta dell’orologio “Gli orari dei pasti hanno maggior effetto sul ritmo circadiano dei cicli di luce e buio“. Come sappiamo, il ritmo circadiano influenza il funzionamento di molti geni nel corpo che coinvolgono sia gli ormoni che il metabolismo, per cui la dieta dell’orologio si presenta benefica per scongiurare l’insorgenza di patologie legate alla regolazione dello stesso, come ad esempio l’obesità e il diabete.

La dieta dell’orologio aiuta, inoltre, a dare vita ad una corretta educazione alimentare. Evitando gli spuntini di mezzanotte si evita di affaticare l’organismo e si conduce il corpo a rispettare delle leggi ben stabilite, che aiutano i cicli della veglia e del sonno, apportando benessere globale all’intero organismo.

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