giovedì , 18 gennaio 2018
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dimagrire ascoltando musica

Dimagrire con la buona musica

Tante sono le diete che possono essere provate per dimagrire, dalla storica Weight Watchers alla innovativa dieta Mayo, dalla controversa dieta Dukan fino alla speciale macrobiotica.

Ogni regime dietetico ha i suoi punti a favore e i suoi punti che generano discordia fra gli esperti, i quali devono ancora trovare la dieta perfetta, quella che possa far perdere peso senza rinunce e rendere le persone felici. Molto probabilmente gli scienziati non hanno ancora trovato questa dieta perché semplicemente non esiste, perché ogni essere umano è fatto in modo unico e merita di essere trattato come tale dal punto di vista della nutrizione della ricerca di benessere.

Recenti studi effettuati dall’Università di Oxford si propongono però interessanti sul tema del dimagrimento, perché i ricercatori inglesi hanno dimostrato che ascoltare buona musica è una pratica che può rendere molto più efficace la percezione del cibo e quindi migliorare con semplicità l’impegno di seguire una dieta dimagrante. I ricercatori hanno dimostrato che le note acute suonate da un pianoforte sarebbero la mossa ideale per assumere meno zuccheri e potrebbero inoltre far avvertire il 10% in più di senso di sazietà durante i pasti.

Niente di nuovo secondo gli esperti, perché già nel lontano 1400 il re Ludovico venne costretto a seguire una dieta dimagrante in quanto stava ingrassando a dismisura. Zero pranzi di verdure per il regnante, ma una dieta musicale dove le melodie erano diffuse durante i pasti, al fine di distrarre re Ludovico, che in questo modo poteva mangiare di meno, sentirsi più sazio e quindi dimagrire senza accorgersene

Il potere della musica può essere quindi essere decisamente importante per chi sceglie di dimagrire, ma un’altra ricerca condotta dal dott. Gueguen dell’Université de Bretagne-Sud si è occupata di analizzare l’impatto del volume, che si rivela essere un fattore molto importante in questo particolare caso. Il ricercatore ha condotto uno studio in un paio di bar, dove uno era localizzato in un’area rurale e un altro in una zona urbana della Francia. Il volume della musica era vario e sono stati interpellati 20 soggetti per effettuare un test in merito. I risultati hanno dimostrato che i soggetti chiamati a consumare il loro pasto ascoltando musica a 88-91 decibel hanno mangiato di più rispetto alle persone che hanno mangiato ascoltando musica ad un volume più basso, compreso fra i 72 e 75 decibel. Esiste quindi un collegamento diretto fra la rumorosità della musica e il senso di appetito e questo fatto è stato dimostrato anche dalle ricerche sui topi, le quali hanno dimostrato che se i roditori ascoltano musica mentre mangiano consumano in media più alimenti di quando stanno pranzando o cenando in silenzio.

Lo studio sui topi è stato eseguito dal medico ricercatore Kaupferman, il quale ha dichiarato che l’incremento di richiesta di cibo può essere strettamente collegato all’aumento dello stress percepito. Lo stress causato da un rumore ascoltato a un volume ‘alto’ di circa 80 decibel verrebbe infatti contrastato con la pratica di mangiare di più per ottenere un appagamento personale in una situazione di per sé stressante. E’ della stessa opinione uno studio condotto dal Karolinska Institute Svedese, che ha dimostrato che ogni 10 decibel di aumento del rumore stradale registrato nei centri urbani equivale ad un aumento di 3 cm del girovita degli abitanti.

Anche se può sembrare strano, il collegamento fra senso di appetito e l’ascolto della musica può essere davvero intenso, nel bene così come nel male. Secondo le ricerche, è quindi ideale ascoltare musica di qualità, ovvero buona musica suonata ad un livello basso e mai stressante, perché altrimenti si rischia di ottenere l’effetto contrario a quello sperato.

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