martedì , 22 Ottobre 2019
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La carne rossa fa davvero male?

Il tema della bontà e della salubrità della carne rossa è diventato scottante in questi ultimi tempi, perché in seguito alle dichiarazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità si sono diffuse tante notizie in rete e nei giornali, alcune vere e altre decisamente fuorvianti. La carne rossa fa davvero così male come è stato indicato? Ma soprattutto, perché e in che modo la carne rossa può nuocere all’organismo?

È necessario fare un po’ di chiarezza su questo spinoso argomento, poiché le dichiarazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sono molto altisonanti e si sono diffuse a macchia d’olio in un baleno, lasciando spazio alla libera interpretazione. Si è trattato di un fulmine a ciel sereno, dove il titolo ha fatto sensazione e poche persone si sono fermate a leggere perché e in che limiti la carne rossa può risultare dannosa per la salute umana.

In breve, le proteine animali contenute nella carne rossa sono costituite da aminoacidi e la loro pericolosità risiede nel modo in cui essi interagiscono con l’organismo. Se gli aminoacidi vengono introdotti in modo troppo massivo, è possibile che il corpo sviluppi delle alterazioni, le quali possono a loro volta sfociare in infiammazioni e quindi in sindromi tumorali, soprattutto del colon e dell’intestino, ovvero legate all’apparato digerente.

Non si tratta di una questione nuova, anzi, giacché molte sono le ricerche e anche le notizie che hanno trattato in modo approfondito questo argomento. I nutrizionisti di tutto il mondo consigliano da sempre di mangiare carne rossa al massimo due volte alla settimana, in quanto fonte di ferro, di vitamina b12 e anche di minerali preziosi per la salvaguardia della muscolatura. Un consumo eccessivo di questi alimenti, come di qualsiasi alto cibo, può invece portare a delle alterazioni, che a lungo andare possono tradursi nella comparsa delle sindromi tumorali.

Diverso è il discorso per gli insaccati, soprattutto quelli cotti come i würstel, le salsicce e anche il bacon, alimenti particolarmente grassi e che in molte culture vengono consumati anche quotidianamente. Pensiamo, ad esempio, alla tradizionale colazione continentale americana e statunitense, a base di uova e di bacon croccante, oppure alla scelta di inserire piatti di insaccati nel piano quotidiano di certe alimentazioni nordiche.

Questa scelta è stata bollata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come errata e come rea di aumentare il rischio di sviluppare i tumori al colon e all’intestino. Del resto è buona norma comprendere che questa tipologia di alimenti non si rivela sana, perché è certamente gustosa, ma ricca di grassi, di proteine animali e anche di calorie, quindi l’Organizzazione ha evidenziato che un consumo massivo di questi alimenti può contribuire alla formazione delle sindromi tumorali.

Il consumo di questi cibi insaccati deve essere limitato a una volta alla settimana, ovvero deve essere sporadico e la dieta generale deve essere varia, annoverare tutti gli alimenti in modo da presentarsi bilanciata e anche rinfrescante per l’organismo.

Seguire una dieta mediterranea rimane quindi la scelta migliore, poiché nel piano alimentare i cibi sono tanti, ricchi e variabili e la carne rossa non è certo protagonista dell’alimentazione, come non lo sono gli insaccati. Nella misura di due volte alla settimana, la carne rossa è da considerarsi un alimento positivo, che non deve essere tolto a meno che non si scelga di sostituirlo con altri cibi e di seguire regimi alimentari alternativi come quelli vegetariani o vegani.

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