mercoledì , 17 gennaio 2018
Home > Salute > Fragilità ossea e carenza di vitamina D
vitamina d

Fragilità ossea e carenza di vitamina D

La fragilità ossea è un problema tipico con l’età che avanza. Le donne dopo la menopausa devono assumere con regolarità il calcio utile a contrastare l’osteoporosi.

Il calcio nelle ossa viene fissato grazie alla vitamina D. Una carenza vitamina D può sviluppare difficoltà del sistema osseo e non soltanto. Passare poco tempo all’aria aperta è una delle ragioni principali per cui si accusa una sua mancanza nell’organismo. Ciò accade poiché la maggior parte della vitamina D è prodotta dalla pelle esposta ai raggi solari.

Più che una vitamina, la D è considerata un ormone. È formata da un gruppo di cinque pro ormoni ed esattamente la vitamina D1, D2, D3, D4, D5. Ci sono due forme di vitamina D: colecalciferolo (vitamina D3) ed ergocalciferolo (vitamina D2). La prima forma, colecalciferolo, è quella prodotta dal corpo umano dopo esposizione ai raggi ultravioletti. L’ergocalciferolo è assunto attraverso l’alimentazione.

Come detto in precedenza, una carenza vitamina D può causare problematiche a carico delle ossa. Queste riguardano anche i bambini. Infatti, è fondamentale che anche i più piccoli assumano la giusta quantità di vitamina D per evitare il rachitismo. Dopo i 50 anni la sua assunzione diventa importante contro l’osteoporosi. Va rilevato che le persone anziane, con età superiore ai 70 anni, producono il 30% in meno di vitamina D e per questa ragione è essenziale che trascorrano del tempo all’aria aperta.

Qual è il fabbisogno giornaliero di vitamina D? I parametri sono fissati dalla Società Italiana di Nutrizione Umana (Sinu). Per donne, uomini e adolescenti i livelli di assunzione quotidiana consigliati sono di 100 mg. I bambini sino ai dieci anni devono assumerne 50 mg al giorno. Per i lattanti la quantità giornaliera consigliata è 25 mg.

È possibile conoscere i livelli di vitamina D con un semplice prelievo del sangue. I valori normali devono essere compresi fra 30 e 100 ng/ml. C’è insufficienza quando il valore è fra 20 e 30 mg/ml, il deficit di vitamina D si riscontra con un livello inferiore a 20 ng/ml. In questi due casi si parla di ipovitaminosi D.

Passare del tempo all’aria aperta consente alla pelle di produrre buona parte della vitamina D, basta esporre almeno per venti minuti al giorno mani, braccia, viso e gambe al sole senza protezioni solari. Troviamo questa vitamina anche in alimenti come latte, uova, formaggi grassi, salmone, aringa, olio di fegato di merluzzo.

Commenta con Facebook

Guarda Anche

colesterolo alto

Colesterolo alto, come combatterlo

Cambiare le abitudini alimentari è il primo consiglio dato da medici ed esperti quando le analisi del sangue registrano valori alti di colesterolo...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *